La Spezia leggera: dalla stazione al Castello di San Giorgio senza valigie
Il treno rallenta, entra a La Spezia Centrale e sul tabellone compaiono già i nomi che tutti aspettano: Riomaggiore, Manarola, Vernazza, Monterosso. Buona parte dei passeggeri scende, trascina il trolley lungo il binario e aspetta il primo regionale per le Cinque Terre, con la città ridotta a un paesaggio dal finestrino.
La Spezia, però, si lascia scoprire volentieri: una città di mare dal centro raccolto e facile da girare a piedi, con una strada pedonale che scende verso il mare, un museo dove si incontrano Tiziano, Pontormo e Canaletto, un castello sulla collina e un lungomare con le palme. Per vedere tutto servono poche ore e un posto sicuro dove lasciare il bagaglio.
La Spezia non è solo lo scalo per le Cinque Terre
La città ha un carattere preciso, e lo deve al mare. Nella seconda metà dell’Ottocento qui nacque l’Arsenale della Marina Militare, progettato da Domenico Chiodo e inaugurato nel 1869, e intorno a quei cantieri La Spezia crebbe in fretta, con viali larghi, palazzi borghesi e un porto che ancora oggi vive di navi militari, mercantili e da crociera.
Il centro si stringe tra il golfo e i colli, e si attraversa bene a piedi, salendo e scendendo tra scalinate e strade in pendenza. Davanti c’è il golfo che nell’Ottocento ospitò Percy Bysshe Shelley e che oggi tutti chiamano Golfo dei Poeti, aperto verso Portovenere da una parte e Lerici dall’altra.
La strada della vita cittadina è via del Prione, lunga e pedonale, fitta di negozi e bar. Lungo il suo tracciato c’è il museo Lia, a pochi passi partono gli ascensori per il castello, e scendendo si arriva ai giardini pubblici affacciati sul mare. Una mattina o un pomeriggio sono sufficienti per vedere le tappe principali, ma se ci troviamo a La Spezia per poche ore dobbiamo sapere dove lasciare i bagagli in anticipo.
Deposito bagagli La Spezia: la sede a cinque minuti dalla stazione
Il primo passo, quindi, riguarda il bagaglio. Usciti dalla stazione di La Spezia Centrale si gira a sinistra in via Paleocapa; alla rotonda si prende la terza uscita, via Nino Bixio, e subito dopo si svolta a sinistra in via Fiume, verso piazza Saint Bon. Dopodiché si arriva dritti in via Lazzaro Spallanzani, dove si gira ancora a sinistra: al civico 5, sulla destra, c’è il deposito bagagli a La Spezia in via Spallanzani. Sono circa trecento metri, quattro minuti a piedi.
Il deposito è aperto tutti i giorni, 24 ore su 24, funziona con armadietti di due misure, spaziosi e convenienti per famiglie e per gruppi. Si prenota online o direttamente sul posto e si paga con carta di credito o di debito. Anche dal porto la strada per raggiungerlo è abbastanza breve, dal terminal crociere, dove si può prendere il bus.
Il Museo Civico Amedeo Lia: la sosta che in pochi si aspettano
Dal deposito si raggiunge a piedi via del Prione: al civico 234, dietro la facciata, c’è l’ex convento dei frati minimi di San Francesco di Paola, costruito a partire dal 1616, poi ospedale militare, caserma, tribunale e uffici comunali, fino al restauro degli anni Novanta. Dal 1996 ospita il museo nato dalla donazione di Amedeo Lia, collezionista che regalò alla città le sue opere quando era ancora in vita.
La raccolta supera il migliaio di pezzi e va dall’età classica al Settecento. Si comincia dai fondi oro, con due tavole di Pietro Lorenzetti, e si arriva ai vedutisti veneziani, Canaletto e Guardi, passando per la galleria dei ritratti dove si incontrano Tiziano, Pontormo e Gentile Bellini.
Il museo apre dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, e resta chiuso il lunedì.
Verso il Castello di San Giorgio, sopra i tetti della città
Dopo i quadri si sale. Il Castello di San Giorgio si trova sul colle del Poggio, e per raggiungerlo si possono usare due ascensori pubblici gratuiti. Il primo parte da via Indipendenza, accanto a via del Prione, e porta in via XX Settembre; da lì un secondo ascensore, inclinato, arriva in via XXVII Marzo, la strada che sale tra i resti delle mura trecentesche e si ferma davanti all’ingresso del museo. Nei mesi da ottobre a maggio funzionano dalla mattina fino alle 20.30. Per chi preferisce camminare, la zona è attraversata da scalinate e salite che regalano scorci sui tetti.
La fortezza ha una storia lunga e un po’ tormentata. La fece costruire Nicolò Fieschi nel 1262, i genovesi la distrussero nel 1273 e la ricostruirono nel 1343; all’inizio del Seicento arrivò la nuova struttura con i bastioni poligonali. Oggi dentro le mura c’è il Museo civico archeologico Ubaldo Formentini, con le statue stele della Lunigiana, figure di pietra dell’età del Rame e del Ferro dai volti stilizzati, insieme a statue e mosaici della città romana di Luni. Fuori, dagli spalti, la città si stende fino al golfo, con l’Arsenale, il porto e le colline dall’altra parte dell’acqua.
Deposito bagagli La Spezia stazione: comodo anche per chi riparte verso le Cinque Terre
La vicinanza con i binari torna utile soprattutto al momento di ripartire. Il deposito bagagli a La Spezia vicino alla stazione resta aperto a qualsiasi ora, e dal castello o dal centro si rientra in via Spallanzani, si ritira la valigia e in pochi minuti si è di nuovo davanti ai treni, con calma e lontano dalle corse contro l’orologio. L’apertura continua aiuta anche nei casi opposti, con un arrivo a tarda sera e la voglia di vedere la città la mattina dopo, prima di proseguire verso i paesi.
Sulla linea per Levanto le Cinque Terre si susseguono una dopo l’altra: Riomaggiore è la prima fermata, a pochi minuti da La Spezia, poi Manarola, Corniglia, Vernazza e infine Monterosso. Gli orari aggiornati si controllano sul sito o sull’app di Trenitalia, meglio prima di ritirare il bagaglio. Dalla metà di marzo ai primi di novembre, oltre ai regionali ordinari, circola il Cinque Terre Express, con più corse ogni ora.
Il Molo e il lungomare, l’ultima tappa prima di ripartire
Se il treno parte più tardi, resta il tempo per scendere fino al mare. Oltre i giardini pubblici si apre la passeggiata Costantino Morin, pedonale, con le palme ai lati e il golfo davanti, chiuso a est dal profilo delle Alpi Apuane. Da qui parte il Molo Italia, frequentato da pescatori e famiglie a passeggio, e poco più in là si vedono le navi da crociera ferme al terminal. Su questo tratto di mare, la prima domenica di agosto, si corre il Palio del Golfo, la gara a remi tra le borgate.
È un buon posto per l’ultima mezz’ora, con un caffè preso in un bar del centro e lo sguardo sulle barche che rientrano. Poi si risale verso via Spallanzani, si recupera il bagaglio e si torna ai binari, con la città vista finalmente da vicino e il treno per Monterosso ad attenderci.


