Facebook pronto a vendere i dati

Facebook pronto a vendere i dati
Corriere della Sera -
MILANO – Facebook ha in progetto un’idea per il mercato dei meta-dati prodotto dai suoi utenti. Il social network avrebbe intenzione di sfruttare l’enorme mole di dati in suo possesso attraverso la creazione di una serie di banche dati utili alle …
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I giornali web in crisi di pubblicità, una soluzione? I micropagamenti

“Il problema è che i giornali si erano convinti di porter fare pagare un dollaro e più per articolo”, spiega Jakob Nielsen
SAN FRANCISCO – Lo chiamano il Great Online Ad Slow Down, il grande rallentamento della pubblicità sul web. Per i giornali, che miravano proprio a questa entrata per monetizzare la loro presenza online, rappresenta un altro grattacapo nell’era della gratuità del contenuto distribuito su internet. Ma per fortuna loro qualcuno ha avuto la presenza di spirito di rilanciare l’idea dei micropagamenti. Di che si tratta? Sono pagamenti in decimi e centesimi che, per nulla proibitivi per l’internauta, quando vengono proiettati sull’economia di scala del web possono anche generare milioni di dollari di profitti. Lanciata alla fine degli anni Novanta da artisti che usavano il web per distribuire le loro creazioni e dagli afficionados dei MMORPG (massive multiplayer online role-playing game) che li utilizzano per comprare piccole applicazioni o oggetti di uso quotidiano nei mondi digitali nei quali si avventurano, quella dei micropagamenti è una pratica che adesso potrebbe restituire un valore a contenuti che vengono invece distribuiti gratuitamente.
Continua a leggere l’articolo di di PAOLO PONTONIERE su Repubblica
Il libro arriva per email (con la pubblicità)

Pubblicazioni a puntate, per mail o sul cellulare, da leggere in pillole quotidiane per non perdere l’abitudine. È DailyLit, un servizio a pagamento i cui costi si possono azzerare se si accetta l’invitabile occupazione dei nostri schermi da parte della comunicazione aziendale
Che cosa si ottiene combinando il management dei tempi interstiziali, la letteratura, internet (magari mobile) e la pubblicità? Al momento direi che si ottiene DailyLit, uno dei pochi servizi via email a cui sto dando ultimamente un po’ retta. L’assunto di base: le persone leggerebbero di più, se ne avessero il tempo e se avessero qualcuno che le stimola. Tutti noi abbiamo libri che vorremmo leggere, ma la cui mole ci spaventa (nel mio caso la Summa Zoologica di Alberto Magno, 1.920 pagine).
Continua a leggere l’articolo di Roberto Venturini su Apogeonline
Pubblicità, l’urgenza di nuovi “veicoli”

Pubblicità, l’urgenza di nuovi “veicoli”
Di fronte alla recessione gli slogan pubblicitari rischiano di diventare parole secche come un ramo e tra le aziende emergono ripensamenti sul costo e l’efficacia degli spot. Nel periodo gennaio/novembre Nielsen Media Research parla di investimenti pari a 7,9 miliardi di euro, una flessione del 2,1%. Le grandi marche non possono rinunciare al lancio di nuovi prodotti, ma le aziende mediopiccole che fanno? «Gli imprenditori che non dispongono di 810 milioni per creare sulla tv nazionali la massa critica necessaria al ricordo della marca, vadano sul web. Con 200mila euro realizzano due settimane di flight su Internet e i risultati sono immediati», consiglia Walter Hartsarich, Ceo di Aegis Media, gruppo che compra spazi per 1,4 miliardi, il 16% del mercato.
