Iscrivetevi al Mepa con la visura camerale

Si tratta della richiesta che il sindaco di un piccolo centro in provincia di Cremona: il primo cittadino ha inviato una lunga lettera ai piccoli e medi commercianti della zona che forniscono servizi al Comune, invitando a sbrigare le ulteriori procedure burocratiche imposte dal Governo.

 

Il Parlamento ha infatti istituito il Mepa, un luogo virtuale di domanda e di offerta per servizi alle Pubbliche Amministrazioni: le aziende che vogliono collaborare con gli enti pubblici, dovranno prima registrarsi al Mepa (allegando la visura camerale online) e solo dopo potranno intrattenere rapporti commerciali con la Pubblica Amministrazione.

 

Il sindaco del piccolo paese, per restare in regola con le direttive ministeriali, ha così spedito una lettera ai fornitori, chiedendo espressamente di iscriversi al Mepa e di inserire la visura camerale digitale che attesti la propria presenza sul territorio. In questo modo, il Comune potrà svolgere con più tranquillità le sue regolari attività, senza rischiare salate multe piovute dall’alto.

 

Nella lettera, il sindaco spiega anche come iscriversi: basta recarsi sul sito del Mepa. Una volta completata la registrazione, l’imprenditore riceve una mail e può accedere al suo pannello di controllo. Qui, sarà necessario inviare una serie di documenti in formato digitale: visura camerale, certificato, ecc. Da qui, sarà possibile gestire anche le fatture con il Comune. Nella registrazione verranno richiesti anche dati come: l’indirizzo dell’azienda, dati fiscali relativi all’imprenditore, partita iva, numero di matricola di registrazione all’Inps.

 

Il sindaco trova un’ingerenza nel modo con cui il Governo ha calato la “questione Mepa” dall’alto: se da un lato il Mepa serve per dare maggiore trasparenza alle pratiche burocratiche, dall’altro rischiano di penalizzare realtà dove la linea non è sempre disponibile e da anni si è creato un sistema virtuoso tra realtà locali.

 

La lettera è stata inviata a tutti i commercianti della zona, che non erano informati sulle nuove disposizioni governative. Il piccolo paese si adegua così alle nuove tecnologie, seppur riluttante: si teme che la trasparenza possa diventare per il Governo un modo per prendere le decisioni in merito ai rapporti con le aziende senza tener conto delle attività che queste svolgono per piccoli e medi Comuni sparsi sul territorio italiano.

Be the first to comment

Leave a Reply