Capire l’Auditel

All’interno del festival “Italiani brava gente” (Firenze, Stensen 9-11 aprile 2010)
Tangentopoli, precarietà, politica spettacolo, consegue nze della tv

Parte da Firenze una campagna nazionale per riformare Auditel. Parte domenica 11 aprile nell’auditorium dello Stensen. E parte all’interno di un festival (“Italiani brava gente”) che in tre giorni (da venerdì 9 a domenica 11 aprile) presenta cinque documentari in concorso più altre iniziative di riflessione sulla società italiana contemporanea.
“Italiani brava gente”, rassegna di documentari sulla società italiana, giunta alla seconda edizione e organizzata da “cinemaitaliano.info” con il patrocinio di Regione Toscana, (www.italianibravagente.info) è stata presentata questa mattina in conferenza stampa all’Odeon di Firenze con gli interventi dell’assessore regionale alla Cultura Paolo Cocchi e del vicepresidente di “Fondazione Sistema Toscana” Ugo Di Tullio.
“Intendiamo puntare molte carte proprio sul genere documentario”, ha detto Di Tullio mentre Cocchi ha sottolineato le potenzialità di Firenze per diventare “la capitale italiana del documentario”.
I cinque documentari in concorso, nella tre giorni allo “Stensen, saranno esaminati da una giuria presieduta dal regista Giorgio Diritti (ne fanno parte Federico Rizzo, Lorella Zanardo, Elena Bernardi) che assegnerà una borsa di studio (2 mila euro) mentre anche il pubblico in sala, al termine di ogni proiezione, potrà esprimere un voto determinando così un secondo premio (consistente in una targa).
L’edizione 2010 di “Italiani brava gente” – hanno detto Daniele Baroncelli e Simone Pinchiorri, fondatori del Festival – consente di osservare l’Italia contemporanea attraverso alcuni suoi momenti: la crisi della politica (“Armando e la politica” di Chiara Malta), la crisi dell’economia (“ Caccia Grossa” di Stefano De Felici e Sara Donati), il rapporto fra giovani e precarietà (“Debito di Ossigeno” di Giovanni Calamari), la cultura televisiva dominata dall’Auditel, (“Di Me Cosa Ne Sai”, di Valerio Jalongo, presentato all’ultimo festival di Venezia), il senso della questione sociale (“L’Italia del nostro scontento” di Elisa Fuksas, Lucrezia Le Moli, Francesca Muci).
Saranno anche proiettati, extra, altri tre documentari: “L’Aquila Bella Mè” a un anno da terremoto; “Repubblica nostra” su Tangentopoli; “Videocracy” di Erik Gandini sulle conseguenze dell’esperimento televisivo in atto da un trentennio in Italia) e due lungometraggi (“L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti e “Fuga dal call center” di Federico Rizzo).
Il lancio della campagna nazionale per riformare l’auditel (www.riforma-auditel. it) avverrà in occasione dell’incontro (“Sveliamo come funziona l’Auditel”) con la giornalista Roberta Gisotti e il co-autore del documentario “Il corpo delle donne”, Cesare Cantù. Appuntamento, in viale don Minzoni 25, sede dello “Stensen”) alle 19:30 di domenica 11 aprile subito dopo la cerimonia di premiazione.

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