Parte la campagna “Non aver paura”


Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti from Strayorange on Vimeo.

27 organizzazioni lanciano una campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro

Dovrebbe far paura ma serve, al contrario, ad esorcizzarla, nel segno dell’ironia.
E’ un fantasmino giallo (lo spauracchio), disegnato da Viorel Samuel Cirpaciu, un bambino Rom di 11 anni, il simbolo della prima campagna sociale contro il razzismo, la paura e i pregiudizi che è riuscita a compattare la società civile del nostro Paese, mettendo insieme uno schieramento inedito per ampiezza e pluralità. Il comitato promotore è formato infatti da 27 organizzazioni, tra cui l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati, numerose associazioni laiche e religiose, insieme a Ong internazionali e ai principali sindacati. Tutte diffonderanno i messaggi della campagna organizzando iniziative a livello nazionale e locale, attivando una vera e propria maratona che porterà un messaggio di apertura e di rispetto per l’altro in giro per l’Italia.
Obiettivo della campagna è favorire la conoscenza reciproca e il dialogo, abbattendo i pregiudizi e gli stereotipi che spesso determinano paure ingiustificate e sono alla base di deprecabili episodi di intolleranza e razzismo.

STRUMENTI DI COMUNICAZIONE
L’iniziativa utilizzerà come strumenti di comunicazione, oltre al simbolo del fantasmino giallo, anche un manifesto, uno spot televisivo e radiofonico (che verranno messi in onda sulle principali emittenti del servizio pubblico e privato), una cartolina, un adesivo e una spilletta con il logo. Inoltre, sarà attivato un portale web (www.nonaverpaura.org ) che si propone come punto di riferimento per attivare anche i principali social network. Al sito, infatti, si affiancherà uno spazio di community web a cui ci si potrà iscrivere on line, magari sottoscrivendo la campagna, appoggiandosi a canali già esistenti (facebook, myspace) o creandone di nuovi.

UNO SPOT FIRMATO DA MIMMO CALOPRESTI, CON FRANCESCA REGGIANI, LELLO ARENA, SALVATORE MARINO, CUMBO SALL E VIOREL SAMUEL CIRPACIU
Lo spot, firmato da Mimmo Calopresti e prodotto da Andrea Bessone per Setteventi srl, racconta la follia del razzismo facendo leva sull’ironia e sull’idea che l’intolleranza può diventare un’assurda tentazione e dar vita a una tragica catena.
Tra gli attori che hanno prestato la loro immagine a questa campagna, Francesca Reggiani interpreta una persona del Nord Italia la quale – dichiarandosi continuamente non razzista – guarda però con sospetto al tipico meridionale (Lello Arena). Che si difende, a sua volta, rivolgendo insofferenza e intolleranza – “sono tutti terroristi” – nei confronti di un arabo (Salvatore Marino, cittadino italiano con madre di origine eritrea). Il quale restituisce il messaggio di chiusura e paura rigirandolo nei confronti di una donna africana (Cumbo Sall, anche lei italiana con padre senegalese), per arrivare alla fine a individuare negli zingari (“lo sanno tutti che rubano i bambini”) il capro espiatorio di ogni razzismo che sembra, paradossalmente, mettere tutti d’accordo. Ma in questo caso sarà il candore e il sorriso di Viorel Samuel Cirpaciu (lo stesso bambino che ha disegnato il fantasmino), a spezzare la catena dell’intolleranza uscendo da una gabbia simbolica fatta di fili di corda, con una voce fuori campo che invita a restare fuori dal pregiudizio e lo slogan di chiusura: “Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti”.
La musica dello spot è stata composta dal maestro Giancarlo Russo.

IL FANTASMINO GIALLO RAPPRESENTA CON IRONIA LA PAURA DEL DIVERSO
La campagna, che vuole avere un carattere culturale, è mirata a contrastare la paura del diverso, chiedendo alle cittadine e ai cittadini di partecipare attivamente sottoscrivendo il Manifesto per una campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro ed esponendo il fantasmino: sull’abito, sulla borsa, sulla scrivania al lavoro o su un mobile a casa.

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A chi ricopre incarichi pubblici verrà chiesto di sottoscrivere una Carta di intenti, un impegno esplicito a adoperarsi, nella loro attività, per “spezzare il corto circuito creato da paura, razzismo e xenofobia, evitando di creare allarmi ingiustificati e di far ricorso a pericolose generalizzazioni…”.

Agli operatori della comunicazione verrà ricordato di attenersi alla Carta di Roma, il protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta, migranti, redatto dall’ Ordine dei giornalisti e dalla Fnsi.


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