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Ricerca: centro commerciale batte museo e biblioteca

febbraio 27, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Ricerche 

Shopping center primo nei desideri dei ragazzi come luogo dove trascorrere il tempo libero, seguito da discoteca, pub, multisala e sala con video giochi. La Sagrada Famiglia di Gaudì è tra le opere più conosciute dagli studenti, tra i quali solo il 2,3% ha una elevata conoscenza delle opere d’arte. Sono alcuni dati di Sociologia del Beni Culturali presentati oggi presso il Consiglio nazionale delle ricerche

Musei e biblioteche? Meglio il centro commerciale. Nella ‘pole position’ dei luoghi dove trascorrere il tempo libero il 21,4% dei ragazzi colloca lo shopping center, seguito da discoteca (16,1%), pub (14%), multisala (7,4%) e sala con video giochi ( 4,3%). A dirlo un campione di 483 studenti dei Licei classici e scientifici e di Istituti tecnici, professionali e d’arte scelti in due aree della Toscana con caratteristiche diverse: Cecina, a limitata presenza di patrimonio culturale, e Pisa, città universitaria ricca di monumenti.

L’indagine – effettuata dal gruppo di lavoro sui beni culturali dell’Università di Pisa, coordinato dal prof. Mario Aldo Toscano, Direttore del Dipartimento di Scienze Sociali – è stata illustrata oggi presso la sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche, nel quadro di un incontro promosso dal Dipartimento patrimonio culturale del Cnr e dall’Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (Itabc- Cnr) sul tema: “Il contesto storico-sociale dei beni culturali e le forme della coscienza. Verso una sociologia dei Beni Culturali”. Durante l’incontro è stato presentato il volume, “Introduzione alla sociologia dei Beni Culturali”, edito da Le Lettere di Firenze e curato appunto da M.A. Toscano e da Elena Gremigni.

Dai dati emerge come per i giovani la cultura resti una scelta di nicchia. Più della metà degli intervistati trascorre il tempo libero in piazza, in palestra, in discoteca o al pub (59,3%). Solo il 20,7% visita una biblioteca più volte al mese, il 30% lo ha fatto solo una volta negli ultimi tre mesi, il 13,8% una negli ultimi sei mesi, il 29%, appena una nell’ultimo anno; una sparuta élite, il 5,9%, la frequenta più volte ogni settimana.

La situazione migliora se si passa ai musei. Il 40% ha visitato quelli locali almeno una volta e il 48,4% da due a cinque volte. I musei nazionali e internazionali sono stati invece più volte meta di viaggi da parte del 74% dei ragazzi. Scuola e studio rimangono i principali stimoli a recarsi nei musei, ma per la visita di quelli fuori regione o internazionali intervengono in maniera significativa l’iniziativa delle famiglie (18,7%) e l’interesse personale (17,7%).

Cosa rimane agli studenti dello studio dell’arte e di queste visite? Ben poco. Agli intervistati sono state mostrate alcune immagini di opere e monumenti noti, pubblicati nei manuali scolastici. “Dall’esame dei dati”, spiega il Rapporto, “emerge che l’80,1% possiede una scarsa o nulla conoscenza delle opere d’arte mostrate, il 17,6% ha risposto in modo corretto, ma soltanto il 2,3% degli studenti rivela un’elevata conoscenza, cioè è in grado di identificare almeno metà delle 15 opere proposte scegliendo tra cinque opzioni”.

La Sagrada Famiglia di Antoni Gaudì è tra le opere più riconosciute (66,1%), mentre solo il 39,9% individua la Nike di Samotracia, scambiata da un altro 39,9% per un angelo. Antonio Canova è l’autore di Amore e Psiche solo per 41,6% degli studenti, mentre il 34,2% attribuisce il gruppo marmoreo a Michelangelo. Sorprende che il 30,6% abbia correttamente attribuito una Sfera ad Arnaldo Pomodoro, nonostante l’arte contemporanea sia negletta nei curricula scolastici, mentre solo 29,0% degli studenti ha riconosciuto un dipinto del conterraneo Giovanni Fattori. Passando all’iconografia, i risultati non cambiano molto. La conversione di San Paolo di Caravaggio è stata individuata da poco più di un terzo (35,9%) degli intervistati.

“In presenza di un quadro complessivamente negativo”, sono le conclusioni di questa ricerca, “trova conferma ancora una volta l’importanza dello studio scolastico della storia dell’arte, individuando però metodologie didattiche più efficaci”.

Da notare al riguardo che non sono gli studenti dell’Istituto d’arte e dei licei classici a ottenere i risultati migliori, ma quelli dei licei scientifici, perché l’abbinamento dello studio della storia dell’arte con il disegno tecnico per la durata di tutti e cinque gli anni si rivela più incisivo nell’apprendimento.


7° giornata della comunicazione a Udine

febbraio 26, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Eventi 

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“Engagement, o ci sei o non ci siamo” dà il titolo alla settima giornata della comunicazione organizzata da Aipem  per il 6 marzo prossimo presso Confindustria Udine.

La relazione, il coinvolgimento e l’interessamento del cliente, sono i punti di forza dell’Engagement, nuova frontiera ri-scoperta del marketing che per una giornata vedrà a Udine i manager e i migliori esperti del settore per confrontarsi su strategie, tecniche e risultati.

Ecco il programma della giornata:

9.30 Saluto di benvenuto
Adriano Luci, Presidente Confindustria Udine

9.40 Engagement: un problema o una soluzione? – Indagine nelle aziende del Nord Est
Paolo Molinaro, AD Aipem

10.00 Comunicazione del brand nell’era digitale 2.0
Pepe Möder, Head of digital marketing Barilla

10.30 Internet PR: dall’ascolto all’ingaggio
Linda Bulgheroni, Managing Director Weber Shandwick Italia

11.00 Coffee break

11.30 La “brand experience” nell’automotive: il caso Citroën
Massimo Borio, Direttore Marketing e Comunicazione Citroën Italia

12.00 E-crm e marketing 2.0
Silvio Stafuzza, Managing Director Vodu

12.30 Agenzie di comunicazione. Un mondo che sta cambiando
Diego Masi, Presidente AssoComunicazione

13.00 Lunch in foresteria
Viroca, Engagement… di gusto

 

“Engagement, o ci sei o non ci siamo” è anche su Facebook, nuova dimensione
sociale dell’Engagement. Per essere aggiornati e ricevere i materiali
dell’evento.

Per maggiori informazioni contattare:
segreteria@aipem.it

http://www.aipem.it


Firenze – Web marketing: ciclo di incontri gratuiti

febbraio 25, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Formazione, internet 

Non basta avere un sito internet per far conoscere la propria azienda e migliorare il giro d’affari. Per questo, nell’ambito del progetto Firenze le colline, portale dedicato ai comuni del territorio intorno a Firenze, saranno organizzati una serie di incontri di formazione, mirati sul tema del web marketing, gratuiti, rivolti ai responsabili delle imprese. La presentazione del ciclo di incontri si tiene giovedì 26 febbraio alle 11.30 nell’auditorium della Camera di Commercio di Firenze, Piazza dei Giudici 3. Fra gli interventi quello di Gerri Martinuzzi, Dirigente Area Sviluppo delle Imprese e del Mercato della Camera di Commercio di Firenze, del Direttore di Fondazione Sistema Toscana Paolo Chiappini, del Sindaco di Bagno a Ripoli, comune capofila del progetto, Luciano Bartolini e di Elena Farinelli che illustrerà i contenuti del progetto. “Su Internet stanno parlando di voi: è ora di rispondere!” il titolo del programma di lezioni, che analizzeranno strumenti e pericoli per le aziende che lavorano con internet, nell’era del web 2.0 affrontando diversi temi, dai blog ai social network, i miti da sfatare, ma anche le opportunità strategiche per chi vuole fare business con il web. L’iniziativa si articola in incontri mensili gratuiti di formazione e consulenza specifica, organizzati in varie sedi, pensati per offrire alle aziende gli strumenti per valorizzare e sviluppare la loro attività attraverso il web. Da poco on-line, www.firenzelecolline.it  è il portale nato dalla collaborazione di 16 comuni dell’area fiorentina, impegnati nella messa a punto di nuove modalità di promozione del territorio. Il sito rappresenta una vera e propria finestra affacciata sui colli che circondano Firenze, è un mezzo comunicativo per valorizzare tutte le potenzialità della zona, ma anche una bella “vetrina commerciale” per le aziende che vi operano.

Il portale è stato finanziato dalla Regione Toscana, dai Comuni di Bagno a Ripoli, Barberino Val d’Elsa, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Incisa Valdarno, Lastra a Signa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina, San Casciano Val di Pesa, Scandicci, Signa, Tavarnelle Val di Pesa, Vaglia, dalle Associazioni di Categoria, dalla Camera di Commercio di Firenze e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

 

Per info:

Camera di commercio di Firenze, Fabrizio Vanni, e-mail: fabrizio.vanni@fi.camcom.it


Kindle 2, ecco l’eBook che salva editori e giornali

febbraio 24, 2009 by · Leave a Comment
Filed under: Editoria, Nuove tecnologie 

 

Due personaggi che all’apparenza hanno poco in comunque e che si conoscono a malapena, Jeff Bezos di Amazon e Bill Keller del “New York Times”, hanno fatto capire parlando qualche giorno fa a pochi isolati di distanza che si profila una nuova convergenza tra il mondo dell’elettronica e quello della lettura.
L’ipotesi di base? Che grazie a nuove tecnologie libri e giornali possano essere distribuiti e “consumati” sotto forma digitale, senza rinunciare a quelle flessibilità e comodità tipiche della carta stampata. Ovviamente la prospettiva è molto incoraggiante per le case editrici e soprattutto per le aziende editoriali, che stanno attraversando una crisi senza precedenti, come conferma la sospensione del pagamento dei dividendi decisa la settimana scorsa proprio dal board del “New York Times”.
Che hanno detto Bezos e Keller? Come interpretare le loro parole? Nelle sale della New York Public Library, l’immensa biblioteca nel cuore di Manhattan, il giovane fondatore di Amazon ha presentato Kindle 2, il nuovo modello del suo ebook (libro elettronico). “La lettura è troppo importante per non meritare un apparecchio ad essa dedicato”, ha spiegato l’imprenditore che, ad appena 45 anni, ha già rivoluzionato la distribuzione dei libri e ha creato il più grande gruppo di commercio online del mondo (20.500 dipendenti, 19,1 miliardi di dollari di fatturato nel 2008).
Mentre Bezos si vantava di Kindle 2, il nuovo ebook, dagli uffici nel grattacielo progettato da Renzo Piano, Bill Keller, che è direttore del “New York Times”, il più prestigioso quotidiano del mondo, ha esposto, in uno scambio con gli utenti del sito Internet, le sue idee sulla crisi della carta stampata.

Continua a leggere l’articolo di ARTURO ZAMPAGLIONE su Affari e Finanza di Repubblica


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